PUNTATA N.40
LUNEDÌ 6 LUGLIO
Dentro le label italiane
TRANSITION TOTEM

Sono innumerevoli e a volte microscopiche le realtà che vivono dentro i meandri della rete. Ma alla rete chiedono solo un ausilio, una distribuzione, una diffusione. Perché a casa poi finiscono dischi in carne ed ossa… la Transition Totem di Raffaele Marchetti è per me sinonimo di ricerca di nuovi linguaggi, dove il suono digitale diviene anche espressione artigiana di nuove forme e nuovi paesaggi… e qui il suono descrive più di mille parole…
PRIMO OSPITE
MOOD
I modenesi MOOD all’anagrafe si firmano Daniele Maini e Francesco Molinari. Il concetto di trasparenza passa anche e soprattutto dentro i confini di un suono che arriva da chissà quale orbita celeste. “Trasparencies Vol.1” sin dalla grafica mi porta altrove… geometrie e contrasti nebulosi, colori accesi nei video, circolarità e suoni lisergici… e poi le forme del pop per dare un appiglio. E tutto questo è solo una delle infinite chiavi con cui immergersi all’ascolto…
SECONDO OSPITE
R.M. & THE IMAGINATIVE ORCHESTRA

E allora scomodiamolo Raffaele Marchetti che all’anagrafe discografica da tempo si firma R.M. tecnico del suono e compositore multistrumentista emiliano oltre che spina dorsale della Transition Totem. Metto in circolo il suo debutto solista, “Mosaix”, che è un viaggio concettuale di suoni, di sperimentazioni, tra dub e strutture improvvisate, un patchwork… un mosaico… dentro cui racchiudere tutto quel che in qualche modo lo ha contaminato, dal pop al rock passando per un futuro che deve ancora venire…
...intanto in onda...
...da lunedì 29 GIUGNO on air...
La potenza umana di un disco...
con
MONI OVADIA
MICHELE GAZICH
GIOVANNA FAMULARI
"YIDDISH BLUES"

Torno a fermare il mio viaggio su un disco soltanto. Una monografia che indaga da vicino il senso dell’ESILIO, della condizione umana di sradicamento, di pietà e fragilità, di resilienza… e poi di guerre e genocidi, e poi di quella terribilità umana che non ha mai fine. Un disco di preghiera, di riletture di grandi brani perduti nel tempo dentro la cultura antica degli ebrei. E poi scritture nuove, preghiere anch’esse… tutto questo è “Yiddish Blues”, un disco che porta alla scrittura un grande come Moni Ovadia, affiancato dal violino di Michele Gazich e dal violoncello di Giovanna Famulari. È un disco prezioso, impossibile farne una sintesi…



