PUNTATA N.25
LUNEDÌ 23 MARZO
Quando si dice il lavoro sotterraneo della discografia italiana. Quella di Dischi Bervisti condotta per mano dal musicista e compositore trevigiano Nicola Manzan che inizialmente l'ha fatta nascere per dar vita ai suoi progetti personali marchiati col moniker di Bologna Violenta. Oggi la label, scava dentro i meandri poco battuti dalla luce quotidiana delle attenzioni popolari per riportare a galla dischi densi di sonorità spesso scure, sospese, spesso introspettive...
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PRIMO OSPITE
BOLOGNA VIOLENTA
E quindi iniziamo proprio da lui, da Nicola Manzan. La sua è una storia lunga di suoni, di ricerche e di sperimentazioni che dal "semplice" violino da cui tutto nasce poi sconfinano dentro moti percussivi che si affacciano a due passi dal metal che qualcuno definirebbe cibernetico. Ostinate pareti di suono, violente anzi severe, e cut-up di frammenti reali hanno in qualche modo sempre contraddistinto la forma di Bologna Violenta che dal 2015 è divenuto un progetto in duo con il batterista e polistrumentista Alessandro Vagnoni. Un settimo lavoro in studio dal titolo "Oblomovismo", che personalmente leggo come un fuoco serrato alle assurde normalità della società moderna...
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SECONDO OSPITE
DOR
Adoro le sospensioni di suono. E nonostante questo ritrovo forme concrete nelle abitudini che ho. Le maschere, le favole, rileggerle e ritrovarci dentro nuovi punti di vista. Si intitola "The Dream in Which I Die" ed è questa nuova release per Dischi Bervisti dentro cui ritroviamo ancora Alessandro Vagnoni e con lui Francesco Fioretti (responsabile della gran parte delle musiche e di tutti i testi) da Mario Di Battista (Ulan Bator) e Manuel Coccia. Sono i DOR... un post-rcok, uno shoegaze, una colorazione abbastanza scura da dare alle visioni che mi accompagnano all'ascolto... piccole grandi rivelazioni.




